Pianificazione energetica partecipativa nelle Alpi Marittime

Il progetto recharge.green ha permesso di individuare le fonti energetiche rinnovabili più adatte per la Val di Gesso e Vermenagna

Il progetto recharge.green ha permesso di individuare le fonti energetiche rinnovabili più adatte per la Val di Gesso e Vermenagna. (c) Parco naturale Alpi Marittime

La val di Gesso e Vermenagna nel Parco naturale Alpi Marittime è una delle sei aree pilota di recharge.green. L´istituto per le energie rinnovabili di EURAC supporta la pianificazione energetica nella valle, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di energia da biomasse forestali e di energia idroelettrica, tramite l´implementazione di un sistema di supporto alle decisioni. Tale sistema è sviluppato dall´istituto e implementato in tutte le aree di studio, sulla base delle richieste e necessità locali.

Intervista con Giorgio Curetti e Gianluca Grilli, EURAC

Con che finalità la Val di Gesso e Vermenagna è stato considerato un caso studio nell’ambito del progetto recharge.green?

Nell´area studio esiste una necessità sia di sviluppo di energie rinnovabili sia di conservare gli ecosistemi naturali. Una attenta pianificazione che prenda in considerazione molte variabili è perciò necessaria. Abbiamo intervistato 8 esperti che hanno dato un parere sull´impatto che le energie rinnovabili (solare fotovoltaico, eolico, idroelettrico e biomasse forestali) possono avere su una serie di servizi ecosistemici e sullo sviluppo locale. Le risposte degli esperti hanno permesso di individuare le fonti energetiche più adatte per l´area di studio.


Nelle aree studio del progetto si inizierà un processo partecipativo per la gestione delle risorse energetiche comuni. Qual è l’importanza di un tale processo?

Tramite questo processo, tutti gli stakeholder potranno partecipare alla fase di ipotesi di pianificazione, tramite incontri previsti per l´inizio del 2015. I processi partecipativi sono fondamentali per aumentare e migliorare i processi democratici all´interno delle popolazioni che vivono a contatto con le risorse naturali. Creano un senso di appartenenza dei cittadini alla comunità. Sono anche importanti per gestire e limitare i conflitti, che spesso possono sorgere quando le decisioni vengono prese da pochi attori senza informare i cittadini.


I risultati possono essere confrontati con altre aree pilota?

Ogni area pilota ha i suoi casi particolari e le sue necessità, ma esistono alcune similitudini. Il Parco delle Alpi Marittime può essere facilmente assimilato a quello della provincia di Belluno. Gli esperti infatti hanno suggerito simili strategie di pianificazione energetica, dando in entrambi i casi un parere positivo allo sfruttamento di energia idroelettrica e di biomassa forestale. Altro caso estremamente simile può essere considerato il Parco nazionale Triglav. Infatti entrambe le aree sono soggette a vincoli di legge abbastanza stretti, vigendo un regime di protezione ambientale importante.